ANCHE QUESTA E’ CROCE ROSSA: LA RICONOSCENZA DI JOAN MIRO’ VERSO LA CONSORELLA SPAGNOLA
ANCHE QUESTA E’ CROCE ROSSA: LA RICONOSCENZA DI JOAN MIRO’ VERSO LA CONSORELLA SPAGNOLA


Nei giorni scorsi sono stato invitato come relatore al MWC 2019, il Mobile World Congress, la cinque giorni di Barcellona sul futuro della telefonia mobile. E’ stato un momento molto importante perché la tecnologia può davvero migliorare la vita delle persone vulnerabili e soddisfare numerosi bisogni sociali. La visita nella città spagnola è stata anche l’occasione per incontrare i volontari della Croce Rossa spagnola. Un incontro che mi ha particolarmente colpito per le importanti attività di questa Consorella. Ma voglio raccontarvi anche altro, qualcosa che mi ha inorgoglito ulteriormente, una testimonianza tangibile dell’importanza storica e culturale del Movimento, il segno di un felice e suggestivo incontro tra la vocazione umanitaria della Croce Rossa e la grande Arte: la curiosa opera “Gracias”, di Joan Mirò, che campeggia negli uffici del Comitato catalano della Croce Rossa.

La storia del quadro

Il grande Maestro surrealista ebbe una sola figlia, María Dolores (nata nel 1931 e morta nel 2004). Il pittore era particolarmente riconoscente verso la Croce Rossa, avendo salvato la figlia da una possibile amputazione alla gamba. Come segno di riconoscimento Mirò donò all’ospedale dove era stata operata un arazzo, Tapis de Tarragona, ma anche l’opera di cui parlo e che ho potuto ammirare.

Umanità e grande Arte

Ma non solo. Un paio di anni fa il nipote di Joan Mirò ha deciso di mettere all’asta 28 opere del nonno e di donare il ricavato alla Croce Rossa, come aiuto per le attività per i migranti. Joan Punyet Miró ha dichiarato: “Mi considero solo un esecutore delle sue volontà e voglio fare ciò che lui stesso avrebbe fatto se fosse ancora vivo”. Il nipote, infatti, in quella occasione ha ricordato che il nonno “era consapevole dell’enorme differenza che fanno le organizzazioni umanitarie nei momenti di grande sofferenza”.