I primi giorni di quest’anno Francesco Rocca, sul sul suo blog dell’Huffington Post, ha voluto fare il punto sulla questione dei flussi migratori in Europa, riconsiderando la questione di un eventuale accordo con la Libia e la riapertura dei CIE, lanciando un appello al ministro Minniti e soprattutto ricordando che è necessario aggredire le cause delle migrazioni.

La questione dei flussi migratori

“Lo abbiamo detto più di una volta: la questione dei flussi migratori è un fenomeno che continuerà per anni e come tale deve essere trattato, ovvero deve essere gestito in maniera coordinata e coesa dall’Unione Europea tutta”. Apre così il pezzo, datato 9 gennaio 2017, di Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa italiana, sul suo blog dell’Huffington Post.

Gli interrogativi sull’eventuale accordo con la Libia

Il presidente di CRI nel lungo articolo si pone interrogativi sull’efficacia di un eventuale accordo con la Libia per fermare i flussi migratori, anche alla luce dell’esperienza di quello passato tra UE e Turchia, rispetto al quale fu sollevato il dubbio sulle condizioni dei migranti fermati in Turchia, perché “non è chiudendo una frontiera o impedendo i viaggi della speranza che si affronta la questione migranti, senza tra l’altro avere assicurazioni sul trattamento delle persone fermate e sull’accesso umanitario”.

La guerra del 2011 in Libia

Rocca sottolinea il fatto che al termine del conflitto del 2011, i governi occidentali si sono affrettati nel firmare accordi economici con il nuovo governo libico, tralasciando completamente la questione dei diritti umani.

L’appello al Ministro dell’Interno Minniti

“Per questo, mi voglio rivolgere al governo italiano che, con le visite del Ministro dell’InternoMarco Minniti, cerca di ampliare gli accordi bilaterali per i rimpatri”. Rocca poi prosegue augurandosi che non si ripetano più gli errori del passato, mettendo al centro degli accordi italiani ed europei l’essere umano. 

Bisogna aggredire le cause delle migrazioni

“Bisogna aggredire le cause delle migrazioni – spiega Rocca – che siano guerre, povertà, instabilità sociale, cambiamenti climatici, siccità”. E come farlo? Con piani di cooperazione sostenibili nel tempo, vie sicure e legali per i migranti, accesso alle cure sanitarie e ai servizi di base.

Le campagne elettorali europee sulla pelle dei migranti

Il presidente di CRI ritiene che sulla pelle dei migranti si giocano le campagne elettorali in tanti paesi europei: fomentare l’odio e la xenofobia, soffiare sul fuoco della paura del diverso. Una maniera per “raccattare voti”, la definisce. Rocca ritiene che chi delinque vada fermato, senza consentire però la cosiddetta “narrazione tossica” sui migranti, la strumentalizzazione delle notizie e la cattiva informazione che porta all’equazione “delinquente uguale immigrato”. Così, denuncia, “si fomentano soltanto guerre tra poveri”.

La riapertura dei CIE

Per Francesco Rocca anche l’ipotesi di riapertura dei CIE, acronimo di Centri di Identificazione ed Espulsione, è un errore madornale. E il presidente li descrive come “una sorta di zona grigia, non sono carceri, non sono centri di accoglienza. Sono luoghi dove le persone possono aspettare fino a 12 mesi una fine non meglio specificata. Troppi i rischi nella gestione e nel rispetto della persona”.

A questo punto, chiude Francesco Rocca, “se una persona delinque perché farlo transitare nei CIE e non identificarlo ed espellerlo subito? Ritornare a parlare solo di CIE e di motovedette in Libia come risposta alla cosiddetta emergenza immigrazione è sinonimo di sconfitta di un sistema che continua a trattare le migrazioni come, appunto, un fenomeno emergenziale”.

 

Per leggere il blog http://www.huffingtonpost.it/francesco-rocca/non-rifare-gli-errori-del-passato-in-libia-e-con-i-cie_b_14041034.html