Francesco Rocca su risultati primo step elezioni CRI 2020

Concluso il primo step delle Elezioni CRI 2020 con il rinnovo delle cariche per i Comitati Territoriali (ecco il link con i dati definitivi https://www.cri.it/elezionicri2020-comitati-territoriali). Voglio innanzitutto ringraziare tutti i Volontari e le Volontarie che sono andati al voto e che hanno svolto servizio come membri dei seggi elettorali, ricoprendo un fondamentale servizio di garanzia.

Le elezioni 2020

Le elezioni 2020 rappresentano un momento molto importante per la nostra Associazione grazie al quale stiamo simbolicamente e materialmente portando a termine quel lungo e delicato percorso di rinnovamento della Croce Rossa dopo le pesanti eredità finanziarie ricevute dalle gestioni a cavallo tra fine anni Novanta e primi anni Duemila. Ed è per me estremamente soddisfacente constatare che tale irrinunciabile traguardo sia sancito dalla democratica espressione del voto, da anni esercizio difficile per la CRI. Oggi, invece, per la prima volta nella storia della Croce Rossa Italiana, gli organi locali sono stati rinnovati alla scadenza naturale del proprio mandato, senza soluzione di continuità e senza ingerenze dall’esterno.

Momento di democrazia associativa

Possiamo finalmente parlare di democrazia associativa, una conquista da difendere con tenacia soprattutto da quelle sparute sacche che sognano, per il proprio tornaconto e non per il bene della Croce Rossa, un irrazionale e suicida ritorno al passato dove la politica utilizzò la CRI tanto a livello nazionale che internazionale.

Le donne elette

Sono molto lieto di constatare il buon livello di ricambio generazionale degli eletti, il consistente numero di consiglieri donne (611 su 1461), il significativo numero di presidenti e, nel caso dei Giovani, il traguardo della maggioranza “rosa” con 216 donne elette contro i 192 uomini, a dimostrazione che la leadership femminile per noi non sono solo chiacchiere, ma è un fatto.

Gli auguri per i neo-eletti

A tutti gli eletti auguro che i Principi Fondamentali siano il faro da seguire, perché ogni nostra scelta, ogni passo, deve essere guidato dall’Umanità condivisa: non dobbiamo scordarci mai che esistiamo per servire qualsiasi tipo di vulnerabilità negli angoli più remoti ed invisibili delle nostre comunità, fino ad arrivare in ogni luogo della terra. Uniti, siamo davvero “Un’Italia Che Aiuta” e non c’è spazio, dopo tanti sforzi e conquiste, per chi vuole dividerci. Grazie di cuore e buon lavoro!”