Condivisione di migliori pratiche, scambio di opinioni, identificazione delle prossime priorità umanitarie a livello regionale e globale: sono sempre stato convinto che il modo migliore per fare tutto questo sia andare sul terreno e incontrare i nostri amici e colleghi delle Società nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Proprio per questo, negli ultimi giorni, ho avuto il piacere e l’onore di essere ricevuto dalla Croce Rossa di Serbia e da quella della Bosnia-Herzegovina.

Il lavoro della Croce Rossa Serba per i migranti

Dopo una interessante riunione con la governance della Croce Rossa Serba, ho passato una giornata sul terreno visitando il centro di accoglienza per i migranti a Sombor, nella regione della Vojvodina. La Serbia è, esattamente come l’Italia, un crocevia naturale dei flussi migratori, essendo al centro della rotta dei Balcani e ultima tappa prima dell’ingresso nell’Unione europea. Oltre al grande lavoro fatto dalla Croce Rossa nel 2015, quando centinaia di migliaia di persone transitavano nel Paese, ancora oggi ci sono migliaia di migranti fermi in attesa di passare il confine ed entrare in Europa. A Sombor, la Croce Rossa, oltre a portare avanti un programma di aiuto alle fasce più deboli della popolazione, gestisce un centro di accoglienza dove sono ospitati nuclei familiari e persone singole, tutti accomunati dal sogno di attraversare il confine. Oltre agli altissimi standard che ho visto nel centro, le attività fatte dai Giovani della Croce Rossa per i più piccoli, la cucina, la sala lettura per i migranti, sono rimasto colpito dall’atmosfera che si sentiva chiaramente tra ospiti e volontari della Croce Rossa. Qui in Serbia, il dramma di anni segnati dalla guerra, da migrazioni interne, dalla sofferenza, è stato tramutato in comprensione per l’altro, apertura, volontà di aiutare i vulnerabili, capendo perfettamente cosa significa scappare dalle bombe e dalla disperazione. Alla fine della visita ho anche avuto la possibilità di incontrare il sindaco di Sombor, complimentandomi per l’altissimo livello di condivisione e cooperazione tra istituzioni e mondo umanitario.

IL MONDO DI CR_MR_02_10_2017_Francesco Rocca in visita in Serbia2-min

IL MONDO DI CR_MR_02_10_2017_Francesco Rocca in visita in Serbia

IL MONDO DI CR_MR_02_10_2017_Francesco Rocca in visita in Serbia-min

IL MONDO DI CR_MR_02_10_2017_Francesco Rocca in visita in Serbia

La ricostruzione del Comitato nazionale della Croce Rossa a Sarajevo

Ho continuato poi il mio viaggio nei Balcani, facendo tappa a Sarajevo. Anche qui ho avuto la possibilità di discutere con la governance della Croce Rossa della Bosnia-Herzegovina delle priorità umanitarie e di come rafforzare la cooperazione tra le Consorelle. La preparazione ai disastri naturali e la risposta alle emergenze, come il lavoro nelle comunità per la diffusione di una cultura dell’integrazione, della non violenza e della pace sono stati gli argomenti principali del nostro confronto. A Sarajevo, la Croce Rossa Italiana ha supportato la ricostruzione del Comitato Nazionale della Croce Rossa locale, distrutto negli anni della guerra. Qui non si tratta solamente di ricostruire un edificio, ma c’è qualcosa di molto più importante: la ricostruzione di un punto di riferimento per tutte le comunità, la ricostruzione della “casa dell’Umanità”.

La Croce Rossa della Bosnia-Herzegovina continua a portare avanti il suo mandato umanitario, essendo un’icona di aiuto e supporto per tutte le comunità, nessuna esclusa. Questo è evidentemente il punto cardine e la forza delle attività della nostra Consorella.

IL MONDO DI CR_MR_02_10_2017_Francesco Rocca in visita in Bosnia

IL MONDO DI CR_MR_02_10_2017_Francesco Rocca in visita in Bosnia

IL MONDO DI CR_MR_02_10_2017_Francesco Rocca in visita in Bosnia

IL MONDO DI CR_MR_02_10_2017_Francesco Rocca in visita in Bosnia

Photo Credit: Tommaso Della Longa/CRI