BULLISMO E CYBERBULLISMO: AL VIA PROGETTO-PILOTA DI CRI E SAP PER CONTRASTARE IL FENOMENO
BULLISMO E CYBERBULLISMO: AL VIA PROGETTO-PILOTA DI CRI E SAP PER CONTRASTARE IL FENOMENO

Dei 12 milioni di volontari di Croce Rossa in tutto il mondo, il 50% è composto da giovani che rappresentano il presente e, soprattutto, il futuro del Movimento. Una moltitudine energica e vitale, capace di veicolare attivamente i nostri Principi e farsi testimonial  di corretti e sani stili di vita. Accanto a questo, è importante però parlare del rovescio della medaglia, della solitudine e dell’emarginazione dei giovani, segnali allarmanti amplificati da una realtà sempre più virtuale e che conducono troppe volte a un ben più grave fenomeno, trasversale e internazionale: il dramma del bullismo e del cyberbullismo.

Il progetto pilota del Comitato Municipio V di Roma e di SAP

Ecco perché ho voluto essere presente quest’oggi alla presentazione di “#DB – Disconnettiamo il Bullismo”, un progetto pilota di sensibilizzazione e informazione sul fenomeno, promosso dal Comitato del Municipio V di Roma della Croce Rossa Italiana e da SAP, importante multinazionale europea. L’iniziativa ha coinvolto i docenti, gli studenti e i genitori di alcuni istituti scolastici di istruzione secondaria inferiore e superiore, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di questi fatti, educare alla pacifica convivenza e creare un terreno fertile per disseminare la tolleranza e il rispetto della diversità. Mi auguro che questo progetto sia “esportato” in tutta Italia e all’estero, perché la prevenzione e l’informazione sono fondamentali. E in questo, i Giovani di CRI hanno il giusto approccio, prediligendo un confronto peer-to-peer tra giovani che possono contare sull’assenza di un gap generazionale, spesso la difficoltà più grande da superare nell’ottenimento di risultati educativi efficaci.

La mission di integrazione e inclusione sociale di CRI

La Croce Rossa Italiana ha avuto un ruolo fondamentale in tutte le grandi emergenze nazionali, con una macchina organizzativa che ha mobilitato migliaia di volontari in ogni contesto, dal terremoto dell’Aquila fino alle ultime scosse che hanno colpito il Centro Italia (Amatrice, Camerino ecc.). E’ attiva nella risposta alle vulnerabilità dei migranti ed è presente in tutti i porti di sbarco, in più di 90 centri di accoglienza, ai confini nazionali (Ventimiglia, Como, Brennero, Gorizia) e l’anno scorso anche in una missione di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo sulle navi MOAS. Ma oltre a tutto questo, svolge un importante lavoro sull’integrazione e l’inclusione sociale nelle comunità che, anzi, rimane una delle nostre mission fondamentali. L’iniziativa di oggi ne è una riprova e ritengo sia molto importante che provenga da un lavoro di collaborazione con una multinazionale come SAP, che ha un impatto significativo nel mondo del lavoro e ha dimostrato una grande responsabilità sociale. E’ importante partire di piccoli modelli per approdare a progetti su vasta scala.