Francesco Rocca su secondo anniversario crollo Ponte Morandi


Il nostro cuore, oggi più che mai, è a Genova. Una nuova opera ricuce simbolicamente la tragica ferita aperta ormai nell’agosto di due anni fa. Non compensa la perdita, non attenua il dolore. Tuttavia, regala speranza a una città colpita duramente, ma mai annientata.

Il 14 agosto 2018

Ricordo bene la sofferenza tangibile delle prime ore che ho toccato con mano, volendo essere accanto ai nostri soccorritori. E li ringrazio ancora per quello straordinario lavoro che sono riusciti a fare, pur toccati direttamente da una sciagura che squarciava la loro terra e stravolgeva direttamente la loro quotidianità. Eppure il loro impegno ha svelato, una volta di più, quello che c’è dietro un volontario della Croce Rossa: una missione umanitaria illuminata e guidata da Principi intoccabili e inviolabili, persino quando il soccorso avviene nel contesto di un qualcosa che tocca molto da vicino.

Un nuovo inizio per la città di Genova

Le nostre donne e i nostri uomini sono simbolici costruttori di ponti, contro i troppi costruttori di muri. Proprio in occasione del secondo anniversario dal crollo del Ponte Morandi, mi auguro che quest’opera possa davvero segnare un nuovo inizio per Genova e per tutti i liguri. Certo che le nostre volontarie e i nostri volontari continueranno ad essere accanto a chi, due anni fa, ha trovato conforto grazie al loro operato, alla loro presenza, alla loro umanità.