LA CAMPAGNA CRI “NON SONO UN BERSAGLIO” RACCONTATA SUL BLOG DI HUFFINGTON POST
LA CAMPAGNA CRI “NON SONO UN BERSAGLIO” RACCONTATA SUL BLOG DI HUFFINGTON POST

Ho voluto raccontare, in occasione della “Giornata Nazionale delle vittime civili delle guerre”, la campagna della Croce Rossa Italiana, “Non sono un bersaglio”, per denunciare le crescenti aggressioni agli operatori sanitari.

La situazione internazionale

Sono anni che la Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (IFRC), così come il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), l’Istituzione indipendente e neutrale che protegge e assiste le vittime della guerra e della violenza armata, denunciano l’acuirsi delle violenze ai danni di chi porta aiuto. Assistiamo a un salto indietro di 150 anni nella conduzione dei conflitti armati.

Le aggressioni in Italia

Associamo sempre questo tipo di violenze a scenari lontanie che non ci riguardano. Niente di più sbagliato. Sono 3.000 i casi di violenza a operatori sanitari italiani registrati nel 2018, a fronte di sole 1.200 denunce all’Inail: aggressioni a medici e infermieri in ospedale, nei Pronto Soccorso e nei presidi medici assistenziali. Altro drammatico aspetto è quello delle aggressioni agli operatori delle ambulanze e dei danneggiamenti ai mezzi stessi. Non esistono numeri esatti del fenomeno: perciò la CRI ha voluto istituire anche un Osservatorio, attraverso il quale i nostri operatori possono compilare unform e denunciare l’aggressione subita, proprio per colmare questa lacuna e fornire dati attendibili. Una volta raccolti, questi ultimi andranno a costituire un report che Croce Rossa utilizzerà per bussare alle Istituzioni e ragionare sulle azioni da compiere. Non vogliamo solo raccontare, ma fare advocacy e proporre soluzioni.

L’appello a governi e istituzioni

I Governi e le Istituzioni possono fare molto: l’opera di sensibilizzazione deve essere capillare: perché colpire chi porta soccorso significa annichilire la speranza, la civiltà, il futuro stesso.

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