INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA: 8 MAGGIO, UNA FESTA PER GARANTIRE I DIRITTI DI TUTTI
INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA: 8 MAGGIO, UNA FESTA PER GARANTIRE I DIRITTI DI TUTTI
INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA: 8 MAGGIO, UNA FESTA PER GARANTIRE I DIRITTI DI TUTTI
INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA: 8 MAGGIO, UNA FESTA PER GARANTIRE I DIRITTI DI TUTTI
INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA: 8 MAGGIO, UNA FESTA PER GARANTIRE I DIRITTI DI TUTTI
INTERVISTA AL CORRIERE DELLA SERA: 8 MAGGIO, UNA FESTA PER GARANTIRE I DIRITTI DI TUTTI

L’8 maggio è una ricorrenza importante: il compleanno che ogni società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa festeggia, la nostra giornata mondiale. In questo giorno del 1828 nasceva Henry Dunant, un uomo che ebbe una grande intuizione che è oggi reale attraverso le attività di 17 milioni di volontari nel mondo.

Perfino le guerre hanno regole

Come ho sottolineato nell’intervista rilasciata al Corriere delle Sera, gli ideali di Dunant hanno cambiato la storia dei conflitti armati. Dalla battaglia di Solferino in poi è infatti riuscito a imporre le sue regole: non si deve sparare sui soccorritori. Eppure troppo spesso sono proprio i soccorritori a essere al centro del mirino, sono stati uccisi le nostre donne e i nostri uomini in Afghanistan, nello Yemen, in Siria e in molti altri conflitti. Senza ospedali, senza operatori sanitari che possano operare in sicurezza nelle zone di guerra, non c’è speranza.

Il valore dell’8 maggio

Quest’anno la nostra giornata mondiale è ancora più importante, non soltanto per i nostri volontari. L’8 maggio ci riporta all’umanità sulla quale il nostro movimento si fonda, all’imparzialità con la quale operiamo e alla neutralità che dovrebbe poterci proteggere sempre. Siamo ovunque e per chiunque, anche in Libia, dove la Croce Rossa Italiana gestisce un ospedale.

L’odierna situazione libica

Nel caso specifico la Libia non ha firmato la Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati e ha inoltre sottoscritto un accordo per intervenire in acque internazionali, che le consente di partecipare ai pattugliamenti in mare e di riportare sulle loro coste le navi che partono da lì. Non è possibile pensare di rimandare le persone più vulnerabili verso situazioni di crisi o verso conflitti ancora vivi: dobbiamo poter garantire loro un presente sicuro e un futuro che non veda a rischio la loro salute.

Un motto che vorremmo alla base delle decisioni internazionali

L’8 maggio dobbiamo sottolineare, ancora più fortemente, che gli accordi internazionali devono proteggere le persone, le loro necessità, i loro diritti e gli operatori che ogni giorno  agiscono per garantirli. Civili e personale sanitario non possono e non devono essere un target. Un appello, il nostro, che cerca spazio nelle ore decisive per la formazione del Governo Italiano.

Leggi l’intervista completa

Photo credit: Marla Novella De Luca