L’AQUILA, 6 APRILE: IL RICORDO DEL TERREMOTO DEL 2009, LA RISPOSTA DELLA CROCE ROSSA
L’AQUILA, 6 APRILE: IL RICORDO DEL TERREMOTO DEL 2009, LA RISPOSTA DELLA CROCE ROSSA
L’AQUILA, 6 APRILE: IL RICORDO DEL TERREMOTO DEL 2009, LA RISPOSTA DELLA CROCE ROSSA
L’AQUILA, 6 APRILE: IL RICORDO DEL TERREMOTO DEL 2009, LA RISPOSTA DELLA CROCE ROSSA
L’AQUILA, 6 APRILE: IL RICORDO DEL TERREMOTO DEL 2009, LA RISPOSTA DELLA CROCE ROSSA

È impossibile dimenticare quella terribile scossa, la paura, la sveglia all’alba, le urla della gente, i soccorritori che scavano, la polvere protagonista di ogni immagine che arriva dal terreno. Impossibile dimenticare la notte più lunga di nove anni fa, quella del 6 aprile all’Aquila.
Dopo le 3:32 la chiamata della Sala Operativa Nazionale di Protezione Civile: la terra ha tremato e non c’è tempo da perdere.

Il ricordo di quella notte

Quella notte non svanirà mai dalla mia memoria, come non sarà mai dimenticato da tutto il popolo italiano. Quella notte rappresenta per me un momento importante durante il quale mi sono trovato a gestire una maxi emergenza nazionale come responsabile della Croce Rossa Italiana. Non potrò mai dimenticare l’arrivo all’Aquila, come sono indelebili le lezioni di dignità e resilienza che gli abitanti delle zone colpite dal sisma mi hanno dato, giorno dopo giorno. La lezione di una comunità che attraverso la solidarietà ha saputo e voluto rialzarsi.

Il lavoro dei volontari

Poche ore dopo la prima scossa, davanti alle nostre sedi, migliaia di donne e uomini si sono radunate, pronte a partire. Nulla sarebbe stato possibile senza il lavoro di centinaia di volontari che da tutta Italia si sono mossi senza perdere un secondo di tempo, portando sul terreno formazione, forza e sorrisi. E nulla sarebbe stato possibile senza l’immenso lavoro fatto, in primis, dai nostri volontari del comitato dell’Aquila.

Siamo stati in grado di realizzare 12 tendopoli, 10 cucine da campo e 10 posti medici avanzati, siamo stati in grado di mantenere la nostra promessa: siamo i “primi ad arrivare, ultimi ad andare via”. Un impegno che ci guida in ogni situazione e che ha spinto anche i volontari colpiti in prima persona a mettersi al servizio dei più vulnerabili senza esitare.

Il nostro è stato un impegno fondamentale nelle prime ore e nei primi giorni, ma soprattutto dopo mesi di lavoro senza sosta: la Croce Rossa e le comunità colpite dal terremoto hanno lavorato mano nella mano per cercare di tornare a una normalità, anche se vissuta in una tenda o in uno spazio comune.

La forza di Croce Rossa

Tantissime sono le storie di volontari che, un secondo dopo aver messo in salvo i propri cari, si sono messi a disposizione di chi aveva bisogno. Storie che si ripetono in ogni emergenza, all’Aquila, come dopo le ultime scosse ad Amatrice e in Centro Italia. Quando a livello internazionale si parla di “localizzazione” dell’aiuto umanitario, il mio pensiero va sempre ai nostri volontari che, colpiti in prima persona, decidono di non fermarsi e diventano da subito un punto di riferimento per la propria comunità. La localizzazione è parte del nostro DNA: avere volontari formati significa avere comunità più forti e resilienti.

È proprio questa la forza del nostro Movimento Internazionale: essere presenti sul territorio ci permette di essere i primi a intervenire e di conoscere i bisogni sul terreno. Come la nostra forza è rappresentata anche dalla solidarietà tra Consorelle di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa: fin dal primo momento non ci è mai mancata la vicinanza a livello globale.

Il ricordo delle vittime

Oggi è il momento del ricordo e il pensiero va alle vittime, a chi ha perso una persona cara, a chi ancora oggi fa di tutto per far rinascere la propria città o il proprio paese. Ma il 6 aprile deve essere anche una data per ricordare l’importanza della prevenzione e della preparazione delle comunità.

“Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere”. Sono le parole di J. Saramago, con le quali ieri sera è stato aperto il discorso in memoria delle 309 vittime a conclusione della fiaccolata. La città si è illuminata come ogni anno nel silenzio dei passi che a partire da via XX settembre hanno ricordato chi non c’è più.

Ci impegneremo perché il ricordo non resti tale, ma diventi un’icona da seguire nelle nostre attività quotidiane.

Photo credit: Tommaso Della Longa / Croce Rossa Italiana
Croce Rossa Italiana – Comitato di L’Aquila