Le responsabilità della comunicazione del fenomeno migratorio: questo analizza Francesco Rocca sul suo blog dell’Huffington Post. Invasione, ondate migratorie, emergenza. Termini di pericolo e allarme. Termini che non rispecchiano la realtà. Termini da rivedere.

 

Il grande errore della comunicazione

Dura e lucida critica alla realtà sociale che viviamo, nell’articolo di Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana, comparso sul blog dell’Huffington Post in data 12 dicembre 2014. “Abbiamo sbagliato tutto. Ad esempio – denuncia Rocca –  nel linguaggio che abbiamo usato. Abbiamo parlato di invasione che in italiano è un’irruzione violenta o arbitraria di persone in un luogo (…) Abbiamo parlato di ondate migratorie. La terraferma ha il dovere di difendersi dalle ondate altrimenti resta inghiottita. Usiamo sempre emergenza per definire qualsiasi elemento di ordinaria amministrazione. Perché nell’emergenza è più facile agire, ma soprattutto si possono imporre misure drastiche. Abbiamo usato male la nostra lingua e poi abbiamo continuato a sbagliare dividendo il mondo in categorie per semplificare la pratica. I buoni, i cattivi, i bianchi, i neri, i razzisti e i non razzisti. Abbiamo fatto del manicheismo il nostro pane quotidiano, dimenticandoci delle sfumature, dei grigi, ma soprattutto annichilendo i diritti”.

La non-soluzione

Il Presidente di Croce Rossa Italiana ricorda che nascondere i problemi sotto al tappetino non è mai una soluzione, perché quello che non viene affrontato a viso aperto, inevitabilmente, finisce per ripresentarsi. Non basta mettere ai margini della città i campi rom per farli sparire. Allo stesso modo non ha senso ghettizzare i migranti, le prostitute e, in generale, i reietti della società.

Il malessere reale delle “periferie d’Europa”

“Nelle periferie di quest’Europa c’è un malessere reale – accusa Francesco Rocca –  su cui soffia qualche professionista politico che usa parole sbagliate per fomentare il disagio e poi mettersi al riparo quando la rabbia sale (…) Genitori costretti a comprare la carta igienica per i propri figli a scuola è solo la punta di quella montagna di diritti negati che passano per il diritto all’istruzione, alla salute, alla casa, a un lavoro, a un vivere comune semplice, ma dignitoso”. Per questo il Presidente di CRI segnala l’assenza di una politica d’integrazione vera, l’errore di tenere al buio le periferie. E chiude il suo pezzo nella maniera in cui lo ha iniziato: rimarcando il fatto che è stato sbagliato tutto. Dalle parole ai fatti.

Per leggere il blog http://www.huffingtonpost.it/francesco-rocca/tor-sapienza-migranti_b_6144626.html